Ricostruzione unghie in gel
La ricostruzione unghie in gel si basa sull'indurimento della resina applicata sulle unghie ad opera della lampada a raggi UV. Questo processo chimico si definisce polimerizzazione ed è determinato dall'interazione tra raggi UV, emessi dai neon, e fotoiniziatori presenti nel gel. La luce emessa da ogni neon viene calcolata in lunghezza d'onda. La maggior parte dei gel in commercio indurisce ad una lunghezza d'onda compresa tra 340 e 380 nanometri (nm). Il nanometro è l'unità di misura utilizzata per indicare la lunghezza d'onda della luce ultravioletta.
Un altro fattore che incide sul processo è l'intensità, dovuta essenzialmente alla potenza dei neon, espressa in watt, e al numero dei neon presenti all'interno della lampada. Ovviamente l'intensità è maggiore nelle lampade con più neon. Sulla polimerizzazione del gel sull'unghia, concorre anche la vicinanza delle dita ai neon. Posizionare le unghie vicino alla fonte luminosa accelera il tempo di indurimento del materiale. Una distanza troppo elevata dai raggi potrebbe compromettere il processo stesso di polimerizzazione, per cui il gel risulterebbe fluido e non indurito. Da un punto di vista chimico e fisico, il cambiamento di consistenza del gel è dovuto alla presenza di alcuni componenti chimici al suo interno, i cosiddetti fotoiniziatori. L'esposizione ai raggi ultravioletti innesca una reazione per cui i fotoiniziatori rilasciano delle molecole dette radicali liberi, che legandosi con le resine del gel formani i polimeri. E' questo il processo attraverso il quale il gel da fluido o liquido diventa duro e della consistenza simile all'unghia naturale.
La reazione chimica che porta alla polimerizzazione dà origine alla tipica sensazione di bruciore sulle unghie. Per ridurre questa fastidiosa sensazione è sufficiente tenere le dita di fronte all'imboccatura della lampada all'inizio del processo e, man mano, posizionare le mani sempre più vicino ai neon. L'avvicinamento può essere eseguito ogni 15 secondi circa.
L'onicotecnica deve sempre verificare che ci siano le condizioni ideali per una perfetta polimerizzazione: spessore giusto dello strato di gel, il tempo di esposizione in lampada, il corretto funzionamento dei neon. I bulbi devono essere sostituiti ogni sei mesi, anche se apparentemente funzionanti. La ricostruzione unghie in gel è indicata soprattutto per persone con unghie molto flessibili o sottili e garantisce maggiore elasticità, per cui è indicata anche a persone che utilizzano molto le mani nelle loro attività. le caratteristiche del gel lo rendono compatibile per unghie tendenti a sfaldarsi, perchè il gel riesce a penetrare negli avvallamenti della superficie, rendendola più compatta. Le unghie particolarmente grasse mal si adattano alla natura del materiale, benchè si può ridurre l'effetto degli strati lipidici con l'utilizzo di prodotti specifici. Il gel può essere rimosso solamente con la limatura, perciò le ricostruzioni devono essere rimosse solo da professionioste in grado di utilizzare le lime in maniera appropriata.
La ricostruzione unghie in gel si basa sull'indurimento della resina applicata sulle unghie ad opera della lampada a raggi UV. Questo processo chimico si definisce polimerizzazione ed è determinato dall'interazione tra raggi UV, emessi dai neon, e fotoiniziatori presenti nel gel. La luce emessa da ogni neon viene calcolata in lunghezza d'onda. La maggior parte dei gel in commercio indurisce ad una lunghezza d'onda compresa tra 340 e 380 nanometri (nm). Il nanometro è l'unità di misura utilizzata per indicare la lunghezza d'onda della luce ultravioletta.
Un altro fattore che incide sul processo è l'intensità, dovuta essenzialmente alla potenza dei neon, espressa in watt, e al numero dei neon presenti all'interno della lampada. Ovviamente l'intensità è maggiore nelle lampade con più neon. Sulla polimerizzazione del gel sull'unghia, concorre anche la vicinanza delle dita ai neon. Posizionare le unghie vicino alla fonte luminosa accelera il tempo di indurimento del materiale. Una distanza troppo elevata dai raggi potrebbe compromettere il processo stesso di polimerizzazione, per cui il gel risulterebbe fluido e non indurito. Da un punto di vista chimico e fisico, il cambiamento di consistenza del gel è dovuto alla presenza di alcuni componenti chimici al suo interno, i cosiddetti fotoiniziatori. L'esposizione ai raggi ultravioletti innesca una reazione per cui i fotoiniziatori rilasciano delle molecole dette radicali liberi, che legandosi con le resine del gel formani i polimeri. E' questo il processo attraverso il quale il gel da fluido o liquido diventa duro e della consistenza simile all'unghia naturale.
La reazione chimica che porta alla polimerizzazione dà origine alla tipica sensazione di bruciore sulle unghie. Per ridurre questa fastidiosa sensazione è sufficiente tenere le dita di fronte all'imboccatura della lampada all'inizio del processo e, man mano, posizionare le mani sempre più vicino ai neon. L'avvicinamento può essere eseguito ogni 15 secondi circa.
L'onicotecnica deve sempre verificare che ci siano le condizioni ideali per una perfetta polimerizzazione: spessore giusto dello strato di gel, il tempo di esposizione in lampada, il corretto funzionamento dei neon. I bulbi devono essere sostituiti ogni sei mesi, anche se apparentemente funzionanti. La ricostruzione unghie in gel è indicata soprattutto per persone con unghie molto flessibili o sottili e garantisce maggiore elasticità, per cui è indicata anche a persone che utilizzano molto le mani nelle loro attività. le caratteristiche del gel lo rendono compatibile per unghie tendenti a sfaldarsi, perchè il gel riesce a penetrare negli avvallamenti della superficie, rendendola più compatta. Le unghie particolarmente grasse mal si adattano alla natura del materiale, benchè si può ridurre l'effetto degli strati lipidici con l'utilizzo di prodotti specifici. Il gel può essere rimosso solamente con la limatura, perciò le ricostruzioni devono essere rimosse solo da professionioste in grado di utilizzare le lime in maniera appropriata.
